R.T.O. con l’internazionale Marco Guida.

  A cura di Alberto Catastini.

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La Riunione Tecnica Obbligatoria tenutasi giovedì 3 dicembre, per gli associati dell’Associazione Italiana Arbitri della Sezione di Pisa, ha visto protagonista un relatore d’eccezione: l’Arbitro Internazionale Marco Guida di Torre Annunziata. La serata ha avuto inizio con la presentazione del relatore da parte del presidente sezionale Carlo Fiaschi che ha esordito dicendo: “Grazie al sorteggio la nostra Sezione ha avuto la fortuna e l’onore di poter ospitare un arbitro di grande importanza come Guida”. Marco invece, rivolgendosi d’istinto ai giovani arbitri, ha detto: “ Ritenetevi fortunati per aver fatto questa scelta, l’arbitraggio infatti è una passione sana e soprattutto incontaminata dai mali che attanagliano la vostra gioventù ed è la stessa passione che accomuna e persiste nei circa 35.000 associati italiani”. Poi, ha spiegato alla nutrita platea che per lui arbitrare significa tre cose: un arbitro deve innanzitutto essere un atleta, deve poi conoscere il regolamento ed infine deve saper preparare la gara fin dal momento più bello e gratificante quando arriva la designazione, attestato di stima da parte di chi designa: “tutto questo va fatto con la massima professionalità” ha detto, “per rispetto ai sacrifici che si fanno ogni giorno per portare avanti questa nostra grande passione”. Dopo la preparazione c’è il momento della gara stessa che va affrontata con intelligenza arbitrale, ovvero va usata la testa: “l’arbitro deve essere sempre padrone di ciò che sta facendo, tenendo sempre tutto sotto il proprio controllo, e quando si alterano gli equilibri si deve essere bravi ad adeguarci all’andamento della gara” ha proseguito Marco. Per prendere una decisione sul terreno di gioco secondo Marco sono necessarie le tre “C”, ovvero Concentrazione, Coraggio e C… fortuna: tre componenti che permettono di prendere una decisione importante ed impopolare anche a venti secondi dal fischio di inizio di una gara, aspetto che fa la differenza tra un arbitro ed un bravo arbitro. “Alla fine della prestazione viene il momento di crescita” dice Marco, “il momento dell’autocritica è quello più formativo di tutti perché se è pur vero che il confronto in Sezione con gli anziani è importante, lo è altrettanto guardarsi allo specchio e cercare di lavorare sui propri errori con umiltà”.

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Ed è proprio quello che Marco ha fatto con i giovani arbitri pisani seduti in platea, mostrando alcuni filmati con episodi in cui egli stesso ha fatto autocritica dando spunti di riflessione utili ai presenti per crescere ed interagendo con loro. “Mi auguro di avervi lasciato la speranza di arrivare dove desiderate con questo mio intervento, perché se sono diventato internazionale io potete raggiungere anche voi i vostri desideri. Sognate!” queste le parole con cui Marco ha chiuso la riunione.

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