La prestazione – qualsiasi nella vita, ma in particolare mentre si arbitra – inizia con un compito che è stato affidato all’Arbitro, cioè far bene la gara, calandosi nel ruolo tanto da non delegare mai la responsabilità a nessuno essendo il primo a rispondere di ciò che succede. Il ruolo presuppone la capacità decisionale, cioè saper decidere anche quando gli elementi per poter decidere sono pochi, e farlo bene man mano che aumentano le responsabilità, la velocità delle decisioni da prendere in poco tempo, e l’importanza a seconda dell’ambiente in cui ci si trova: ecco che nasce la necessità di competenza in materia, esperienza, potere decisionale, empatia e doti di leadership.

Ciò che succede ad alti livelli, ma anche in misura minore, ciò che ha richiesto una decisione ha dietro di sé una grande mole di lavoro: in situazioni di velocità elevata e poco tempo a disposizione, vengono a mancare le informazioni per poter decidere, e spesso si decide senza avere tutte le informazioni necessarie per poterlo fare in modo appropriato.

Decidere bene significa ovviare alla mancanza di elementi valutativi che per vari motivi mancano, con esperienza e/o con la preparazione all’evento: prima della gara è necessario studiare e analizzare prima ciò che è accaduto ed interpretare e immaginare ciò che accadrà poi.

Ciò che fa sbagliare l’Arbitro in campo è la sorpresa, l’inaspettato, e per ovviare a ciò è necessario studiare. Studiare significa preparare ciò che accadrà in campo e minimizzare l’effetto sorpresa.

Questo il tema della RTO tenuta da Stefano Liberti, assistente pisano da tre anni nell’organico a disposizione della CAN B, che dice: “Io ad esempio nella preparazione della gara vedo le statistiche del fuorigioco delle squadre del mio campionato e capisco cosa mi aspetta la domenica: ad esempio una squadra che ha una difesa capace di fare il fuorigioco, probabilmente avrà anche un attacco capace di non andare in fuorigioco, visto che in allenamento attaccanti e difensori della stessa squadra si allenano insieme, oppure una squadra non capaci di giocare con la difesa alta avrà attaccanti non capaci di non finire in posizione di fuorigioco; un altro esempio può essere studiare le varie tattiche che le squadre adottano in fase statica di gioco al fine di far trovare in posizione di fuorigioco gli attaccanti avversari; esempi che servono per minimizzare l’effetto sorpresa, che sarà quello che mi farà sbagliare”.

La decisione da prendere inoltre ha dietro una costruzione: costruire una decisione significa tenere comportamenti preventivi tali da avere poi condivisione da parte di tutti, spettatori e calciatori; il comportamento da tenere mentre si prende una decisione è quello che ci consente di raggiungere l’obiettivo attraverso una buona comunicazione – verbale e non verbale – tale da far capire a tutti la decisione presa; l’esperienza inoltre sarà sufficiente per farci anticipare l’evento e quindi costruire la decisione.

La preparazione all’evento è fondamentale a livello tecnico e comportamentale: questo è ciò che Stefano ha trasmesso durante il suo intervento alla RTO di Lunedì 24 Novembre u.s.; studiando e preparandosi cercando di migliorarsi, si possono raggiugere i sogni che abbiamo nel cassetto.

Sicuramente un intervento – il primo – da parte di Stefano, importante sotto tutti i punti di vista per la Sezione pisana, che necessita nel modo più assoluto di interventi di spessore come questo, da parte sua e di chi ha calcato i campi delle più alte categorie, al fine di alzare sempre più in alto la preparazione dei fischietti pisani.

 

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